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Caillebotte: Genio e regolatezza

Caillebotte: Genio e regolatezza

Nacque ricco. Infanzia felice. Nessun pensiero economico per tutta la vita. Sognava di diventare avvocato. Fu un pilastro degli impressionisti.
 
Si laureò in legge, ma la guerra franco-prussiana lo portò al fronte. La fortuna lo riportò a casa indenne. Cambiò pensiero e si dedicò alle sue passioni, tra cui la pittura. Vedere i quadri di Giuseppe De Nittis, durante un suo viaggio a Napoli, lo convinse a dedicarsi all’arte.
 
Si dotò di una solida preparazione accademica che unì al suo talento e alle novità dell’epoca. Il garçon riche (ragazzo ricco) strinse amicizia con Degas, Nadar, Manet e il gruppo impressionista. Appassionata partecipazione e robusti contributi di denaro (soprattutto allo squattrinato cronico Monet) furono elementi importanti per il successo del gruppo.
 
Tra le 67 opere da lui donate allo Stato, con abile manovra testamentaria, nemmeno una delle sue.
 
Disse il grande Monet di lui: «Aveva tanti doni naturali quanto buoni sentimenti e, quando l'abbiamo perso, era appena all'inizio della sua carriera»
 
Un ictus uccise Gustave Caillebotte a soli 46 anni.

Le stampe dedicate a Caillebotte

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