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Paul Klee “da Vinci”

Paul Klee “da Vinci”

Paul Klee nacque il 18 dicembre 1879 a Münchenbuchsee un piccolo paese vicino a Berna. Figlio di un musicista e di una cantante fu un eccellente violinista. A 19 anni si trasferì a Monaco nel quartiere degli artisti e venne a contatto con i maggiori artisti dell’epoca e nel 1905 un soggiorno a Parigi lo immerse tra gli impressionisti.

L’importanza di Paul Klee per l’arte del ‘900 è paragonabile a quella di Leonardo da Vinci nel ‘400 (anche se Klee disse: “Una volta visto Leonardo non si pensa più alla possibilità di fare molti progressi”).

Leonardo con il suo “De Pictura” e Klee con "Confessione creatrice” e altri scritti costruirono un impianto teorico con scrittura e pittura che furono una guida indiscussa per gli artisti dopo di loro.

I fondamentali di Klee partono dall’affermazione che l’arte non è riproduttiva, per questo c’è la fotografia.

L’arte non deve, perciò, riprodurre il visibile, ma “rendere visibile” l'invisibile.

Rifacendosi a quanto in filosofia Leibniz (1646-1716) aveva riferito, ipotizzando gli “infiniti mondi possibili”, Klee introduce il concetto che l’arte crea e dà senso all’artista e alla sua opera messa in crisi dalla tecnologia. 

Se per la filosofia e poi per la fisica moderna il dato reale non è oggettivo, ovvero è solo uno dei modi possibili di vedere le cose (pensiamo alla fisica dei quanti), compito dell’artista è svelare uno dei mondi possibili attraverso le sue capacità e la sua sensibilità.

Trasformare quello che a noi sembra di vedere in qualcosa che non vedevamo prima.

Una differenza abissale dall’astrattismo del suo amico e collega Kandinskij (insegnarono insieme alla Bauhaus) che invece porta la pittura nel puro “iperuranio” concettuale platonico, assegnando a forme e colori dei compiti precisi determinati tutti dall’idea del pittore che ne vuole fare una teoria oggettiva. 

Per Klee, invece, le idee di Kandinskij sono solo una delle possibilità. per lui, in ogni caso non si può partire che dal dato reale. La realtà è sempre e comunque il punto di partenza indispensabile.

In pittura Paul Klee traduce e pratica il suo impianto teorico in quasi 10.000 opere adoperando tutti i materiali e le tecniche possibili.

Il figlio scelse questa frase di Paul come epitaffio: “Vicino al cuore della creazione, ma non abbastanza vicino”.

 

L’Arte come immagine allegorica della creazione.

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