Salta il contenuto
Avete un dubbio o un'informazione da chiarire? Telefonate al 02 8295 2894
Spedizione gratuita per ordini superiori a € 25
Il cammino di Mondrian

Il cammino di Mondrian

Tra i pittori astratti è uno dei più famosi e i suoi quadri si riconoscono a prima vista: Piet Mondrian, nato in Olanda nel 1872.

Le immagini dei suoi quadri più famosi e più pubblicati sono quelli dell’ultimo periodo, ovvero quelli creati con righe perpendicolari spesse e nere con riquadri riempiti solo con i tre colori primari giallo, rosso e blu.

 

Non è il caso di ripetere il solito campionario di commenti sarcastici o riduttivo sulle sue capacità.

Mondrian sapeva disegnare benissimo: un tratto preciso e interessante come il crisantemo che potete vedere nelle foto del post.

 

Sapeva dipingere come accademia comanda, e anche qui basta vedere alcuni dei suoi primi quadri.

Avere queste capacità potevano tranquillamente garantirgli apprezzamenti e vendite senza alcuna polemica.

 

Ma Piet Mondrian era un artista sincero, un ricercatore, voleva andare oltre e non gli bastava vincere facile fermandosi nel primo paese confortevole: voleva andare oltre e riprese a camminare.

 

Le immagini in sequenza mostrano la sua volontà di scoprire, partendo da un dato reale come un albero, l’intimo ordine “matematico” che si nasconde nella natura.

D’altra parte, millenni prima, anche i pitagorici dichiaravano che “tutto è numero”.

E così, passo dopo passo, Piet Mondrian cercava di arrivare all’essenziale anche nei colori adoperando solo i colori primari senza sfumature o toni chiari e scuri.

 

Scrisse: “voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamenta esteriori!) delle cose”

 

E la sua ricerca continua lo portava verso delle immagini che potessero rappresentare il “motivo costante” dal quale nascono, poi tutte le forme particolari.

Una polmonite, nel 1944, interrompe la sua ricerca, che stava evolvendo verso nuove forme fatte di piccoli quadrati di colore accostati come in un mosaico senza linee nere a scandirne il ritmo.

 

Forse il suo cammino prosegue, chissà dove, verso un mondo di equilibrio, perfezione e sintesi che il suo animo non ha potuto fare a meno di esprimere come meglio poteva.

 

Andrea Giuseppe Fadini

Articolo precedente L'ultimo Cézanne verso il futuro
Articolo successivo Dall’uomo al mondo: il vedutismo

Lascia un commento

I commenti devono essere approvati prima di pubblicazione

* Campi obbligatori