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La realtà e i suoi contorni: il disegno.

La realtà e i suoi contorni: il disegno.

Il primo disegno della storia risale probabilmente a 75.000 anni fa, quando un uomo preistorico mise insieme 9 linee per rappresentare la realtà.

Anche il primo disegno di un bambino è uno scarabocchio: una linea che, passando e ripassando, forma un groviglio come prima rappresentazione del mondo che lo circonda.

 

Siamo tutti d'accordo che in realtà nessun oggetto che ci circonda ha un contorno. Riconosciamo la loro forma per contrasto: dove finisce il verde di una foglia inizia il marrone del ramo, ma non esiste in natura un segno, di qualsiasi colore, che delimita gli oggetti.

Eppure, per migliaia di anni e fino al 1700, il disegno è stato la base di qualsiasi opera d’arte, progettazione tecnica e di architettura.

 

In pittura prima si esegue il disegno e poi si applica il colore. Le prime idee dell’opera e i successivi studi preparatori sono disegni.

È la linea netta della matita o quella morbida e cedevole del carboncino che registra e racconta la realtà, definisce e sfuma la forma, creando la magica illusione del visibile.

 

Il colore viene dopo, attore di un’opera già scritta.

 

Anche i primi sistemi di riproduzione vogliono la linea, sotto forma di incisione della matrice, per poter diventare stampe.

 

Il genio di Leonardo da Vinci spaziò in tutte le utilità del disegno:

quello artistico, ingegneristico, medico-anatomico e architettonico.

Usò il disegno anche come metodo di indagine e studio per esplorare i segreti del volo, osservando gli uccelli.

Così i suoi molti schizzi e disegni diventano “codici” e punti di riferimento per il mondo successivo.

 

Arrivarono i tempi dell’impressionismo e dei “macchiaioli”, uniti nel contestare la tradizione accademica e risoluti nell’abolire il disegno come inutile pratica retorica, simbolo del “vecchio”.

Non sempre l’assenza del saper disegnare ha giovato all’arte.

 

Non è un caso che si usi dire “disegno divino”, così come in tribunale si parla di “disegno criminoso”. Nel bene e nel male “disegno” è sinonimo di progetto, scopo finale, obiettivo.

Chi ha un disegno ha le idee chiare.

Bruno Bozzetto si innamorò di una frase detta da un bambino: “Il disegno è un’idea con intorno una linea”.

Un pittore che ben conosceva l’ambiente dell’arte “spettacolo” contemporanea e ha saputo utilizzarne i meccanismi ha scritto: “Il disegno è l’onestà dell’arte. Non vi è alcuna possibilità di barare.”

Parola di Salvator Dalì.

 

 Andrea Giuseppe Fadini

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