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Kandinskij. Quale dei due?

Kandinskij. Quale dei due?

Wassilij Kandinskij

 

Davvero è così difficile capire l’arte astratta?

Fino a tutto il 1800 il problema non esisteva.

La pittura aveva il compito di illustrare, raccontare e celebrare avvenimenti, persone e religioni; faceva anche da catechista.

Canoni precisi imponevano alle “botteghe” dei maestri come si dovevano rappresentare le cose. Il massimo della trasgressione poteva essere lo stile, ma niente di più.

Come l’architettura che ha fondamenti inamovibili: il tetto sta sopra, le fondamenta in basso e la casa è in mezzo.

 

Nasce la fotografia

Nel 1826 il francese Joseph Nicéphore Niépce scatta la prima fotografia, e per l’arte figurativa cambia tutto.

Ritratti, scene, riprese dal mondo reale non hanno più bisogno di mesi di lavoro e della sapiente maestria dei pittori: basta un fotografo.

I pittori si ritrovano come i lampionai quando arrivò la corrente elettrica: disoccupati grazie a Thomas Edison hanno dovuto ridare un senso alla loro attività.

 

Arrivano gli imbratta-tele

Iniziano gli impressionisti. I loro quadri sono ancora perfettamente comprensibili a tutti, e oggi piacciono anche più delle opere precedenti.

Ma il giudizio dei loro contemporanei su Monet, Cezanne, Van Gogh e compagni si riassume in un ironico disprezzo: sono imbratta-tele.

L’inesorabile estinzione delle botteghe di pittura, perché conviene rivolgersi a un fotografo, accompagna i pittori sulla strada dell’espressione e della comunicazione personale.

Come i poeti e i musicisti.

 

Esprimere sè stessi e comunicare

Ed ecco che, liberi da qualsiasi regola e legge accademica, nasce l’arte astratta.

Wassilij Kandinskij e Paul Klee sono i primi che oltre a praticare la pittura astratta ne scrivono le ragioni e le teorie.

Di fronte a questa novità espressiva molte persone liquidano la complessità e l’impegno di molti artisti con i giudizi: non sanno dipingere, non la capisco, non vuol dir nulla, lo so fare anch’io.

 

Pittura classica e musica leggera

Anche nella musica che, fortunatamente non ha mai dovuto descrivere nulla, c’è una reazione simile.

Prendiamo un fan di Emma Marrone o Tiziano Ferro e poniamolo all’ascolto di un pezzo di Arnold Schoenberg (compositore austriaco di musica dodecafonica).

Dirà che non è musica o che non la capisce, “non gli piace”. Vista la complessità d’esecuzione, almeno, non dirà mai che i musicisti non sanno suonare. Del resto, questa specifica categoria di amanti della musica, in genere trova noioso anche Brahms.

 

So dipingere come Raffaello.

Le immagini affiancate di questo post sono tutte e due di Wassilij Kandinskij.

Ho voluto dimostrare, ma possiamo farlo con Picasso e addirittura con Jackson Pollock (quello che sgocciolava i colori sulla tela per terra), che questi pittori sapevano dipingere benissimo e, all’occorrenza nulla da invidiare alla pittura accademica.

E allora?

Il succo è semplice.

 

Conoscere per capire

Prima di disprezzare e giudicare un’opera artistica prendiamo informazioni.

Cerchiamo di capire perché lavorano in quel modo e qual è la loro poetica a cui, comunque, stanno dedicando la vita.

Una volta conosciute le ragioni dell’artista saremo liberi di esprimere il nostro dissenso o giudizio negativo.

Assicuriamoci, però, che il dissenso non sia soltanto figlio dell’ignoranza.

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